Cappotto termico su villetta a Giussano
Isolamento a cappotto in EPS su 588 m² di superficie esterna, con ventitré davanzali e due colonne risolti uno per uno.

Il problema
Una villetta perde calore da tutta la superficie esterna: pareti, spigoli, contorni delle finestre, sottobalconi. Il cappotto funziona solo se è continuo. Basta un punto lasciato scoperto perché il calore trovi la sua strada, e dopo un paio di inverni quel punto si presenta come una macchia di umidità nell’angolo di una stanza.
Questo edificio aveva anche una geometria scomoda: non una scatola, ma porzioni di parete a quote e inclinazioni diverse, un portico e due colonne. Sono le condizioni in cui un preventivo a corpo diventa una scommessa — o il cliente paga più del necessario, o qualcosa resta fuori e si scopre a ponteggio già montato.
Cosa abbiamo fatto
Isolamento a cappotto in EPS su 588 m². Pannelli incollati e tassellati seguendo la geometria reale dell’edificio: quindici porzioni di parete misurate una per una, comprese le superfici inclinate. Rasatura armata con rete su circa 585 m².
Ventitré davanzali. È la parte che si nota poco e determina il risultato. Il cappotto aggiunge spessore al muro, quindi i vecchi davanzali smettono di sporgere abbastanza e l’acqua piovana finisce sull’isolante invece che a terra. Ne abbiamo trattati sedici in rasatura e sette con marmo nuovo da 44 cm di profondità, dimensionati sul nuovo spessore di parete. Quale delle due soluzioni usare non lo ha deciso un listino: lo ha deciso il singolo davanzale, misurato dopo aver scelto lo spessore del pannello.
Due colonne, circa diciotto metri. Rivestire una colonna è tra le lavorazioni più delicate di un cappotto: spigoli in vista, raccordi con la parete, continuità dell’isolante su una superficie a più facce. È dove si vede la differenza tra chi posa pannelli e chi fa un cappotto.
Ingresso e portico trattati con le stesse continuità di isolamento del resto dell’involucro, senza interruzioni nei punti di raccordo.
Nello stesso intervento abbiamo eseguito rasature e finiture delle superfici, le assistenze murarie per la sostituzione di impianti e serramenti, il rifacimento del manto di copertura e delle lattonerie. Il cantiere è stato seguito dalle nostre squadre dal primo sopralluogo alla rasatura finale, senza affidare a terzi nessuna fase.
Cosa mostrano le fotografie
I lavori sono stati completati e consegnati nel 2024. Le foto sono state scattate mentre il cantiere era aperto, dal ponteggio: è per questo che il ponteggio compare in tutte.
Ed è anche il motivo per cui si vedono cose che su un edificio finito non si vedono più. I tasselli a fungo prima che la rasatura li copra. Lo spessore del pannello sullo spigolo, dove si capisce se l’isolante gira o si interrompe. Il punto in cui il cappotto prosegue sotto il portico invece di fermarsi al raccordo.
Su un cappotto consegnato quelle sono esattamente le parti che nessuno può più controllare, ed è lì che si decide se dopo due inverni compariranno le macchie negli angoli. Le abbiamo fotografate mentre erano ancora visibili.
I numeri
- Luogo
- Giussano (MB)
- Intervento
- Cappotto termico
- Ruolo
- Impresa esecutriceIncaricati direttamente dal committente
- Anno
- 2024Concluso
- Superficie
- 588 m²
Le foto






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